I tassi BCE sono i tre tassi di interesse di riferimento fissati dalla Banca centrale europea per tutta l'area dell'euro: il tasso sui depositi presso la banca centrale, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali e il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale. Nell'ultima riunione di politica monetaria, il 29 ottobre 2026, il Consiglio direttivo li ha lasciati invariati rispettivamente al 2,50%, al 2,65% e al 2,90%. Sono numeri che riguardano direttamente le banche, ma che attraverso il sistema finanziario arrivano fino alla rata del mutuo, al rendimento dei risparmi e al costo del debito pubblico.
I tre tassi di riferimento della BCE
Ognuno dei tre tassi ha una funzione precisa. La pagina della BCE dedicata ai tassi di interesse di riferimento li descrive così.
Tasso sui depositi presso la banca centrale
È il tasso che le banche ricevono quando depositano liquidità presso l'Eurosistema da un giorno all'altro (overnight). Dal marzo 2024 il Consiglio direttivo ha deciso di continuare a orientare la politica monetaria attraverso questo tasso: è quindi il riferimento principale da guardare quando si legge di decisioni della BCE.
Tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali
È il tasso al quale le banche possono prendere in prestito fondi dalla BCE, ogni settimana, offrendo in garanzia un'ampia gamma di attività. È fissato al di sopra del tasso sui depositi; oggi la differenza è di 15 punti base.
Tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale
È il tasso al quale le banche possono ottenere credito overnight dall'Eurosistema, sempre contro garanzie. È il più alto dei tre. Insieme al tasso sui depositi, forma le cosiddette operazioni su iniziativa delle controparti (standing facilities), che servono a fornire e assorbire liquidità overnight e a delimitare l'andamento dei tassi del mercato monetario a brevissimo termine.
Il livello attuale dei tassi BCE
Dopo il ciclo di rialzi del 2022-2023, che aveva portato il tasso sui depositi al 4,00% dal 20 settembre 2023, la BCE ha ridotto i tassi a più riprese tra giugno 2024 e giugno 2025. Il tasso sui depositi è rimasto al 2,00% dall'11 giugno 2025 fino a giugno 2026, quando la BCE ha ripreso ad alzare i tassi. La tabella riporta le variazioni più recenti, con la data di entrata in vigore indicata dalla BCE.
| In vigore dal | Depositi | Rifinanziamento principale | Rifinanziamento marginale |
|---|---|---|---|
| 16 settembre 2026 | 2,50% | 2,65% | 2,90% |
| 17 giugno 2026 | 2,25% | 2,40% | 2,65% |
| 11 giugno 2025 | 2,00% | 2,15% | 2,40% |
| 23 aprile 2025 | 2,25% | 2,40% | 2,65% |
| 12 marzo 2025 | 2,50% | 2,65% | 2,90% |
| 5 febbraio 2025 | 2,75% | 2,90% | 3,15% |
| 18 dicembre 2024 | 3,00% | 3,15% | 3,40% |
| 20 settembre 2023 | 4,00% | 4,50% | 4,75% |
Il comunicato del 29 ottobre 2026 conferma i livelli in vigore dal 16 settembre. Abbiamo raccontato quella decisione anche nella notizia sui tassi BCE di ottobre 2026.
Chi decide i tassi e ogni quanto
I tassi sono decisi dal Consiglio direttivo, il principale organo decisionale della BCE, composto dai sei membri del Comitato esecutivo e dai governatori delle banche centrali nazionali dei Paesi dell'area dell'euro, tra cui il governatore della Banca d'Italia. Secondo la BCE, il Consiglio si riunisce di norma due volte al mese, ma valuta l'andamento economico e monetario e prende le decisioni di politica monetaria ogni sei settimane. Dopo ogni decisione la presidente spiega le scelte in una conferenza stampa.
La prossima riunione di politica monetaria in calendario si terrà a Francoforte il 16 e 17 dicembre 2026, con la conferenza stampa il secondo giorno. Il 29 ottobre 2026 la BCE ha anche comunicato che la presidente Christine Lagarde lascerà l'incarico il 7 febbraio 2027; il successore sarà nominato dal Consiglio europeo secondo la procedura prevista dai Trattati.
Perché la BCE alza o abbassa i tassi
Il compito principale della BCE è mantenere la stabilità dei prezzi, cioè un'inflazione al 2% nel medio termine. Quando l'inflazione rischia di restare sopra l'obiettivo, la banca centrale può alzare i tassi: il credito diventa più caro, la domanda rallenta e la pressione sui prezzi si attenua. Quando l'inflazione è debole e l'economia frena, può ridurli per rendere il credito più conveniente.
Nel comunicato di ottobre il Consiglio direttivo ha spiegato che i prezzi dell'energia hanno continuato ad aumentare, con rischi al rialzo per l'inflazione e al ribasso per la crescita, e che le condizioni di finanziamento si sono inasprite dopo la riunione precedente. La BCE ha ribadito che seguirà un approccio guidato dai dati, decidendo riunione per riunione, senza impegnarsi in anticipo su un determinato percorso dei tassi.
Cosa cambiano i tassi BCE per i mutui
La BCE non fissa direttamente il tasso dei mutui, ma le sue decisioni si trasmettono ai tassi di mercato su cui le banche costruiscono le offerte. La guida della Banca d'Italia sul mutuo ipotecario spiega che il tasso di un mutuo è dato da un parametro di riferimento più una maggiorazione, lo spread bancario. Per i mutui a tasso variabile il parametro è di solito l'Euribor oppure il tasso ufficiale della BCE; per quelli a tasso fisso è di solito l'Eurirs.
In pratica chi ha un mutuo variabile vede la rata adeguarsi, con le scadenze previste dal contratto, all'andamento del parametro, che risente delle decisioni e delle attese sulla politica della BCE. Chi ha un mutuo a tasso fisso paga invece la stessa rata fino alla fine: i rialzi o i tagli successivi alla firma non lo toccano, ma influiscono sulle condizioni offerte a chi chiede un mutuo nuovo.
Cosa cambiano per risparmi e debito pubblico
Tassi di riferimento più alti tendono a rendere più remunerativi gli strumenti di risparmio legati ai tassi a breve termine, come conti deposito e titoli di Stato di nuova emissione. L'adeguamento, però, non è automatico: ogni banca decide quanto e quando riconoscere ai clienti, e sul conto corrente ordinario la remunerazione resta spesso molto bassa. Per i titoli a tasso fisso già in portafoglio vale la regola opposta: quando i rendimenti di mercato salgono, il loro prezzo scende.
Anche lo Stato è un grande debitore. Con tassi più alti, i nuovi titoli pubblici devono offrire cedole più alte e la spesa per interessi cresce gradualmente, man mano che il debito in scadenza viene rinnovato. Per l'Italia conta anche il premio richiesto rispetto alla Germania, misurato dallo spread BTP-Bund.
Consiglio: se stai valutando un mutuo variabile, controlla nel contratto quale parametro è usato (Euribor a uno, tre o sei mesi, oppure il tasso BCE) e ogni quanto viene aggiornata la rata. Simula la rata anche con un parametro più alto di quello attuale: è il modo più semplice per capire quanto margine di sicurezza ha il tuo bilancio familiare.
Domande frequenti
Qual è oggi il tasso BCE sui depositi?
Il 2,50%, in vigore dal 16 settembre 2026 e confermato dal Consiglio direttivo il 29 ottobre 2026. Il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali è al 2,65%, quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,90%.
Quando si riunisce di nuovo la BCE?
La prossima riunione di politica monetaria è fissata per il 16 e 17 dicembre 2026 a Francoforte, con la decisione e la conferenza stampa il 17 dicembre.
Quale dei tre tassi BCE conta di più?
Dal marzo 2024 la BCE orienta la politica monetaria attraverso il tasso sui depositi, che è quindi il riferimento principale. Gli altri due si muovono di solito insieme a esso.
Se la BCE alza i tassi, aumenta la rata del mio mutuo a tasso fisso?
No. Nel mutuo a tasso fisso il tasso è stabilito alla firma e resta lo stesso per tutta la durata. Le decisioni della BCE incidono sui mutui variabili e sulle condizioni dei nuovi finanziamenti.




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