Erasmus plus, scritto ufficialmente Erasmus+, è il programma dell'Unione europea per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport. Per molti italiani resta sinonimo del semestre universitario all'estero, ma oggi è molto di più: finanzia tirocini, mobilità di insegnanti e formatori, scambi tra giovani, progetti tra scuole, imprese e associazioni sportive. Vediamo cos'è, a chi si rivolge, quanto vale il ciclo 2021-2027 e come si partecipa.

Cos'è Erasmus+ e quanto vale il programma 2021-2027

L'attuale edizione del programma è stata istituita dal Regolamento (UE) 2021/817 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 maggio 2021 e copre il periodo di programmazione 2021-2027. Secondo la Commissione europea, il bilancio di Erasmus+ è stimato in 26,2 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto al programma precedente (2014-2020).

Le priorità indicate da Bruxelles per questo ciclo sono quattro: l'inclusione sociale, la transizione verde, la transizione digitale e la promozione della partecipazione dei giovani alla vita democratica. In pratica, i progetti che coinvolgono persone con minori opportunità o che lavorano su competenze digitali e ambientali sono al centro del programma.

A chi si rivolge: studenti, docenti, giovani e sport

Erasmus+ offre opportunità di mobilità e cooperazione in sei ambiti: istruzione superiore, istruzione e formazione professionale, istruzione scolastica (compresa la prima infanzia), istruzione degli adulti, gioventù e sport. I destinatari sono quindi molto diversi tra loro:

  • studenti universitari di laurea triennale, magistrale e dottorato, che possono studiare o fare un tirocinio all'estero; anche i neolaureati possono accedere ai tirocini;
  • alunni, studenti della formazione professionale e discenti adulti, attraverso i progetti delle rispettive scuole ed enti;
  • docenti, formatori e personale di scuole, università e organizzazioni, per insegnare o formarsi in un altro Paese;
  • giovani e animatori socio-educativi, con scambi, attività di partecipazione e DiscoverEU, l'iniziativa che permette ai diciottenni di viaggiare in Europa;
  • allenatori e staff dello sport, soprattutto di base, con la mobilità del personale sportivo e i partenariati.

Un punto spesso frainteso: nella maggior parte dei casi non si partecipa da soli. È la propria università, scuola, centro di formazione o associazione a ottenere il finanziamento e a selezionare i partecipanti.

Le azioni chiave del programma

La guida al programma Erasmus+ organizza le attività in tre azioni chiave, più le azioni Jean Monnet dedicate agli studi sull'Unione europea.

Azione chiave 1: mobilità delle persone

È la parte più conosciuta: periodi di studio, tirocinio, insegnamento o formazione all'estero per studenti, discenti e personale, attività di partecipazione giovanile, mobilità del personale sportivo, DiscoverEU, sostegno linguistico online e scambi virtuali.

Azione chiave 2: cooperazione tra organizzazioni

Finanzia partenariati di cooperazione (anche su piccola scala, pensati per organizzazioni nuove o più piccole), le Università europee, i Centri di eccellenza professionale, le Accademie Erasmus+ per insegnanti, i master congiunti Erasmus Mundus, le alleanze per l'innovazione e gli eventi sportivi senza scopo di lucro.

Azione chiave 3: sostegno alle politiche

Sostiene lo sviluppo delle politiche europee, per esempio con European Youth Together, studi e indagini, strumenti per la trasparenza e il riconoscimento delle competenze e delle qualifiche.

Chi gestisce Erasmus+ in Italia

La gestione è divisa tra livello europeo e nazionale. Le azioni centralizzate sono gestite dall'Agenzia esecutiva europea per l'istruzione e la cultura (EACEA), mentre gran parte del programma passa dalle agenzie nazionali. In Italia, come ricorda un decreto direttoriale del Ministero del Lavoro del 2025, le agenzie nazionali sono tre, ciascuna con un'autorità nazionale di riferimento.

Agenzia nazionaleSettori di competenzaAutorità nazionale di riferimento
INDIREIstruzione scolastica, istruzione superiore, educazione degli adultiMinistero dell'Istruzione e del Merito (scuola e adulti), Ministero dell'Università e della Ricerca (istruzione superiore)
INAPPIstruzione e formazione professionaleMinistero del Lavoro e delle Politiche sociali
Agenzia Italiana per la GioventùGioventù e sportPresidenza del Consiglio: Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale (gioventù) e Dipartimento per lo Sport (sport)

Studiare e fare un tirocinio con Erasmus+

Per gli universitari le regole principali sono fissate a livello europeo. Secondo la pagina della Commissione dedicata allo studio all'estero con Erasmus+, la mobilità di lunga durata va da un minimo di 2 a un massimo di 12 mesi, mentre quella di breve durata dura tra 5 e 30 giorni ed è mista, cioè combinata con una parte virtuale (i dottorandi possono svolgerla anche senza componente virtuale). Il limite complessivo è di 12 mesi per ciclo di studio, che diventano 24 mesi nei corsi a ciclo unico come medicina o architettura.

Gli studenti Erasmus+ non pagano tasse di iscrizione, esami, laboratori e biblioteche all'università ospitante, anche se possono essere richiesti piccoli importi per assicurazione o associazioni studentesche. Prima della partenza si firma un accordo di apprendimento (learning agreement) con le due università, e l'ateneo di origine deve riconoscere i crediti ottenuti all'estero. La borsa è un contributo alle spese di viaggio e di soggiorno: l'importo dipende, tra l'altro, dalla differenza del costo della vita tra l'Italia e il Paese di destinazione, dalla distanza e dal numero di studenti che chiedono la borsa.

Anche i tirocini Erasmus+ durano da 2 a 12 mesi e possono svolgersi presso qualsiasi organizzazione, con l'eccezione delle istituzioni e degli organismi dell'Ue.

Consiglio: gli importi delle borse e le scadenze cambiano da ateneo ad ateneo e da un anno all'altro. L'unico documento che conta è il bando della propria università o del proprio ente: leggetelo per intero, compresi gli allegati sui requisiti linguistici.

Come candidarsi a Erasmus+

Il percorso dipende da chi siete.

  • Studenti universitari: si risponde al bando dell'ufficio relazioni internazionali del proprio ateneo, che deve essere titolare della Carta Erasmus per l'istruzione superiore. Molti bandi chiedono, oltre alla domanda online e alla scelta delle sedi, una lettera motivazionale e la prova delle competenze linguistiche.
  • Studenti di scuole e istituti professionali, docenti e personale: si partecipa attraverso i progetti presentati dalla propria scuola o dal proprio ente, che li candida all'agenzia nazionale competente.
  • Giovani: si passa da associazioni e gruppi che presentano progetti all'Agenzia Italiana per la Gioventù; per DiscoverEU le candidature si aprono due volte l'anno, in primavera e in autunno, sul Portale europeo per i giovani: la prossima tornata, nella primavera 2027, sarà riservata ai nati tra il 1° luglio 2008 e il 30 giugno 2009.
  • Organizzazioni: rispondono all'invito annuale a presentare proposte, inviando la candidatura all'agenzia nazionale oppure, per le azioni centralizzate, all'EACEA.

Per i master congiunti Erasmus Mundus il meccanismo è diverso: lo studente si candida direttamente al consorzio di università che gestisce il master scelto.

Domande frequenti

Erasmus+ è solo per gli studenti universitari?

No. Il programma copre anche scuola, formazione professionale, educazione degli adulti, gioventù e sport, e finanzia la mobilità di docenti, formatori e personale.

Quanto dura il programma Erasmus+ attuale?

L'attuale programma copre il periodo 2021-2027 ed è stato istituito dal Regolamento (UE) 2021/817.

Quanto si può restare all'estero con Erasmus+ durante l'università?

Per lo studio, da 2 a 12 mesi per singola mobilità di lunga durata, con un massimo di 12 mesi per ciclo di studio (24 nei corsi a ciclo unico).

Bisogna pagare le tasse all'università straniera?

No. All'istituto di destinazione gli studenti Erasmus+ non pagano tasse di iscrizione, esami, laboratori e biblioteche; possono essere richiesti solo piccoli importi per l'assicurazione o l'adesione alle associazioni studentesche.