Chi cerca «spread significato» trova quasi sempre la stessa risposta: lo spread è la differenza di rendimento tra due titoli di Stato, e in Italia indica per convenzione il divario tra il BTP decennale italiano e il Bund decennale tedesco. È un numero che compare ogni giorno nei telegiornali e che, nei momenti di tensione, è diventato il termometro della fiducia dei mercati verso il Paese. Capire come si calcola e che cosa misura aiuta a leggere meglio le notizie sui conti pubblici, sui risparmi investiti in titoli di Stato e, indirettamente, sul costo del credito.

Che cos'è lo spread BTP-Bund

In inglese spread significa «divario» o «differenza». In finanza la parola indica la distanza tra due tassi o due rendimenti. Come spiega la scheda di Borsa Italiana sullo spread dei titoli di Stato, nel linguaggio comune il termine si riferisce alla differenza tra i rendimenti dei titoli di Stato di due Paesi, in genere quelli di Italia e Germania con scadenza a dieci anni. Per questo si parla di spread BTP-Bund.

Il BTP (Buono del Tesoro Poliennale) è il titolo con cui lo Stato italiano si finanzia sul medio-lungo periodo; il Bund è il suo equivalente tedesco. Si usa la scadenza decennale perché è la più osservata dai mercati e perché permette di confrontare due prestiti di durata identica: a parità di durata, la differenza di rendimento riflette soprattutto il diverso giudizio degli investitori sui due emittenti.

Come si calcola lo spread: rendimenti e punti base

Il calcolo è una semplice sottrazione: rendimento del BTP decennale meno rendimento del Bund decennale. Il risultato si esprime di solito in punti base, dove un punto base equivale a un centesimo di punto percentuale (0,01%). Uno spread di 1,65 punti percentuali, quindi, si legge come 165 punti base.

Borsa Italiana riporta un esempio concreto: il 21 aprile 2022 un BTP con scadenza 2032 rendeva il 2,55% lordo, mentre il Bund decennale rendeva lo 0,9%. La differenza, 1,65%, corrispondeva a uno spread di 165 punti base. Nella tabella qui sotto quell'esempio è affiancato da alcuni casi puramente illustrativi, utili per vedere come si muove il numero.

CasoRendimento BTP 10 anniRendimento Bund 10 anniSpread
Esempio reale (21 aprile 2022, fonte Borsa Italiana)2,55%0,90%165 punti base
Ipotesi A: entrambi i rendimenti salgono di 0,50 punti3,05%1,40%165 punti base
Ipotesi B: sale solo il rendimento del BTP3,05%0,90%215 punti base
Ipotesi C: sale solo il rendimento del Bund2,55%1,40%115 punti base

Le ipotesi mostrano un punto spesso trascurato: lo spread può restare fermo anche quando i rendimenti italiani salgono (ipotesi A), e può scendere senza che l'Italia paghi meno (ipotesi C). Per valutare il costo reale del debito bisogna guardare anche il livello assoluto del rendimento del BTP, non solo la differenza.

Perché il Bund tedesco è il termine di paragone

I titoli di Stato tedeschi sono considerati dagli investitori tra i più sicuri dell'area dell'euro. Per questo il Bund funziona come riferimento: il suo rendimento approssima il costo del denaro per un debitore percepito come molto affidabile. Se lo spread sale, significa che chi compra debito italiano chiede un compenso aggiuntivo più alto rispetto a chi compra debito tedesco, cioè che il rischio attribuito all'Italia è aumentato in termini relativi. Se scende, quel premio si riduce.

Il premio richiesto può dipendere da molti fattori: il livello del debito pubblico, le prospettive di crescita, la stabilità politica, le scelte di bilancio, ma anche la liquidità del mercato e il clima generale dei mercati finanziari europei e internazionali.

Perché lo spread conta per lo Stato

Lo Stato si finanzia emettendo titoli che vengono collocati attraverso aste periodiche; il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell'Economia descrive le diverse tipologie di titoli e le modalità di sottoscrizione. Quando i rendimenti di mercato sono più alti, anche i nuovi titoli devono offrire interessi più alti per essere acquistati. Uno spread elevato, se accompagnato da rendimenti italiani alti, si traduce quindi in una spesa per interessi maggiore.

L'effetto, però, non è immediato su tutto il debito. I BTP già in circolazione hanno cedole fisse stabilite al momento dell'emissione: un aumento dei rendimenti di oggi non cambia gli interessi dei titoli emessi ieri. La spesa cresce man mano che i titoli in scadenza vengono rimborsati e sostituiti con nuove emissioni a tassi più alti. Per questo una fiammata di pochi giorni pesa poco, mentre uno spread alto per molti mesi pesa molto di più sui conti pubblici.

Spread e mutui: due significati da non confondere

Nel mondo dei mutui la parola spread ha un altro significato. Secondo la guida della Banca d'Italia sul mutuo ipotecario, il tasso di un mutuo è formato da un parametro di riferimento fissato sui mercati, a cui la banca aggiunge una maggiorazione chiamata appunto spread. Per i mutui a tasso fisso il parametro è di solito l'Eurirs; per quelli a tasso variabile l'Euribor oppure il tasso ufficiale fissato dalla Banca centrale europea.

Lo spread del mutuo, quindi, è il margine della banca ed è scritto nel contratto: non coincide con lo spread BTP-Bund. I due concetti, però, possono essere collegati in modo indiretto. Le banche italiane detengono titoli di Stato e raccolgono fondi sui mercati: quando il debito pubblico italiano viene percepito come più rischioso, anche le condizioni di finanziamento delle banche tendono a peggiorare, e questo può riflettersi sulle condizioni offerte a famiglie e imprese per i nuovi prestiti.

Cosa fa salire o scendere lo spread

Lo spread si muove con le notizie che cambiano la percezione del rischio italiano rispetto a quello tedesco: dati sui conti pubblici, giudizi delle agenzie di rating, decisioni sul bilancio, fasi di incertezza politica. Ma si muove anche per ragioni che riguardano la Germania o l'intera area dell'euro, perché basta che cambi il rendimento del Bund per cambiare la differenza.

Un ruolo importante lo ha la politica monetaria. Il 21 luglio 2022 il Consiglio direttivo della BCE ha approvato lo strumento di protezione del meccanismo di trasmissione (TPI), che può essere attivato per contrastare dinamiche di mercato ingiustificate e disordinate che minacciano la trasmissione della politica monetaria nei Paesi dell'area. In presenza dei criteri previsti, l'Eurosistema può acquistare sul mercato secondario titoli dei Paesi che subiscono un peggioramento delle condizioni di finanziamento non giustificato dai fondamentali. La sola esistenza di uno strumento del genere è uno dei fattori che i mercati considerano quando prezzano il rischio sui titoli di Stato.

Lo spread visto da chi investe in BTP

Per chi ha titoli di Stato in portafoglio, il rendimento e il prezzo si muovono in direzioni opposte. Se i rendimenti di mercato salgono, il prezzo dei titoli già emessi scende, perché le loro cedole fisse diventano meno interessanti rispetto a quelle dei nuovi titoli. Chi vende prima della scadenza può quindi subire una perdita in conto capitale; chi tiene il titolo fino alla scadenza riceve le cedole previste e il rimborso del valore nominale, salvo il caso, estremo, di insolvenza dell'emittente.

Al contrario, chi compra quando i rendimenti sono alti si assicura cedole più generose. Lo spread, da solo, non dice se un BTP è conveniente: va letto insieme al rendimento assoluto, alla durata del titolo e all'orizzonte temporale di chi investe.

Consiglio: quando leggi che «lo spread è salito», controlla anche il rendimento del BTP decennale. Se lo spread sale perché scende il rendimento del Bund, per lo Stato italiano e per chi compra BTP la situazione può essere quasi invariata; se invece sale perché aumenta il rendimento del BTP, il costo del debito cresce davvero.

Domande frequenti

Che cosa significa uno spread di 100 punti?

Significa che il BTP decennale rende un punto percentuale in più del Bund decennale. Un punto base vale 0,01%, quindi 100 punti base equivalgono all'1%.

Lo spread BTP-Bund cambia la rata del mio mutuo?

Non direttamente. La rata dipende dal parametro di riferimento (Euribor o Eurirs) e dallo spread bancario indicato nel contratto. Lo spread BTP-Bund può influire solo in modo indiretto sulle condizioni dei nuovi finanziamenti.

Perché si usa la scadenza a 10 anni?

È la convenzione seguita dai mercati: la scadenza decennale è la più osservata e permette di confrontare titoli di durata uguale emessi da Paesi diversi.

Uno spread basso significa che l'Italia paga poco di interessi?

Non necessariamente. Lo spread misura una differenza: se anche il rendimento del Bund è alto, l'Italia può pagare interessi elevati pur con uno spread contenuto. Conta il livello assoluto dei rendimenti.