La corsa per la successione di Christine Lagarde alla guida della Banca centrale europea si riduce a due nomi. Alla scadenza delle 17 di venerdì 6 novembre, i Paesi dell'area dell'euro hanno presentato soltanto due candidature: quella dello spagnolo Pablo Hernández de Cos e quella dell'olandese Klaas Knot. Le ha confermate il presidente dell'Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis.

Perché si apre la successione

Il 29 ottobre la Bce ha annunciato che Lagarde lascerà l'incarico il 7 febbraio 2027, circa nove mesi prima della scadenza naturale del mandato. La presidente ne ha informato il Consiglio direttivo e il presidente del Consiglio europeo, António Costa. Il successore sarà nominato dal Consiglio europeo secondo la procedura prevista dall'articolo 283 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

I due candidati

Hernández de Cos è stato governatore del Banco de España dal 2018 al 2024 e ha presieduto il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria; dal 2025 guida la Banca dei regolamenti internazionali. Knot ha diretto la banca centrale dei Paesi Bassi dal 2011 al 2025, ha presieduto il Financial Stability Board e ha fatto parte del Consiglio direttivo della Bce. Secondo Il Sole 24 Ore il primo è considerato più vicino alle posizioni «colombe», il secondo a quelle «falchi».

I prossimi passi

I ministri delle Finanze dell'area dell'euro discuteranno le candidature lunedì 9 novembre a Bruxelles, ma non è attesa una scelta già in quella riunione. I ministri dovranno poi raccomandare un nome ai capi di Stato e di governo, che decideranno dopo aver consultato il Parlamento europeo e il Consiglio direttivo della Bce. Secondo l'agenzia AFP, l'obiettivo è arrivare a una decisione entro dicembre, senza escludere tempi più lunghi.

La partita si intreccia con altri due posti nel Comitato esecutivo: la tedesca Isabel Schnabel lascerà la Bce all'inizio del 2027 per il Fondo monetario internazionale, mentre il mandato del capo economista, l'irlandese Philip Lane, scade nel maggio 2027. Una spartizione degli incarichi tra le grandi capitali potrebbe quindi pesare sulla scelta del nuovo presidente.

Fonti: Banca centrale europea, Il Sole 24 Ore, AFP (via DH)